Cannes 2016 alla vigilia della finale

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L’attesa é cominciata, la 69esima edizione del Festival di Cannes si sta per concludere. I 21 film in competizione sono stati tutti proiettati e domenica 22 maggio intorno alle 19 sarà annunciato il palmarès della kermesse francese di questo 2016. Intorno al Palais des Festivals regna una calma insolita e quasi innaturale, mentre noi Italiani abbiamo già ricevuto la nostra piccola delusione, prima alla Quinzaine e poi, sabato sera, nella sezione ufficiale Un Certain Regard.

Durante i passati 10 giorni le proiezioni dei film selezionati per le diverse sezioni del programma ufficiale si sono susseguite senza tregua nei 6 teatri più grandi della Croisette, sempre affollati e sempre ambiti fino all’ultimo momento. I film in competizione e quelli fuori concorso sono stati vari e diversamente apprezzati dal pubblico e dalla critica, ma ogni red carpet ha avuto il suo abbondante bagno di folla. Grandi registi come Woody Allen, Steven Spielberg Ken Loach, attrici e attori noti come Kristen Stewarts, Marillon CotillardCharlize Theron Vincent Cassel sono intervenuti e persino Robert De Niro ha trovato il tempo di fare un veloce salto alla Croisette. Mel Gibson ha chiuso la rassegna cinematografica francese ieri sera con il suo ultimo film, Blood father di Jean Francois Richet: 128’ minuti di spari e parolacce a tutto volume e  nulla più, purtroppo.

Confusione, foto, code interminabili e corse però si sono un po’ placate a partire dalla serata di venerdì quando sono stati annunciati i primi premi della sezione non competitiva Quinzaine des Realisateurs. E’ qui che noi Italiani abbiamo assaporato una prima delusione: nessuno dei tre film selezionati per questa sezione si è aggiudicato alcun riconoscimento. La Società dei Registi Francese aveva scelto tre titoli italiani per il programma della Quinzaine a Cannes 2016: Fai bei sogni di Marco BellocchioFiore di Claudio Giovannesi e La pazza gioia di Paolo Virzi’. Nel corso delle giornate al termine delle proiezioni al Teatre Croisette ciascun di questi registi ha ricevuto abbondanti applausi da parte del pubblico, ma i riconoscimenti sono andati in tut’altra direzione: ad un film afghano-danese,Wolf and Sheep di Shahrbanoo Sadat, e due francesi, Mercenaire di Sacha Wolff e Divines di Houda Benyamina. Peccato.

Intanto ieri sera la Salle Debussy del Palais des Festivals era gremita di pubblico in attesa di conoscere i vincitori della prestigiosa sezione ufficiale Un Certain Regard, nella quale era in competizione il film italiano Pericle il nero di Stefano Mordini. Il teatro pieno di spettatori orientali non lasciava presagire buoni risultati per tutti gli altri film occidentali in concorso. E infatti il primo ad essere premiato è stato proprio un film di animazione franco-giapponese, La Tartue Rouge (The red turtle) di Michael Dudok De Wit, una storia fatta di azioni, suoni e colori che narra il ciclo della vita attraverso l’amore, la morte e la rinascita.  L’unico film di animazione in competizione per questa sezione ha vinto il Premio Speciale. Anche il Premio della Giuria è stato assegnato ad una produzione franco-giapponese, Fuchi Ni Tatsu (Harmonium), di Fukada Koji, per aver saputo analizzare il tema della famiglia nella società nipponica.

Il Premio alla Miglior Sceneggiatura si e’ spostato dall’oriente ma e’ rimasto comunque in territorio francese ed e’ andato a Delphine e Muriel Coulin per Voir du pays (The stopover), una produzione greco-francese, appunto, che racconta una storia di guerra vista attraverso lo sguardo femminile.

Trascinante, originale, movimentato e ricco di contenuti è il film statunitense vincitore del Premio alla Miglior Regia, Captain Fantastic, in cui Matt Ross ha diretto la storia di una famiglia assolutamente singolare: sei figli che vivono e si formano alla vita nel cuore di una foresta sotto la guida del loro padre, eroico e rivoluzionario, duramente messo alla prova da un evento drammatico e doloroso e dalle sue stesse scelte radicali e anticonvenzionali.

Quando poi pero’ la giuria ha annunciato il Premio Un Certain regard 2016 si e’ levato dalla platea un coro di gioia in una non meglio definita lingua straniera. E’ infatti un film finlandese a vincere il premio più ambito della competizione, The happiest day in the life of Olli Maki, di Juho Kuosmanen, distribuito dalla Les Films Du Losange. Una storia vera, discreta e lineare che narra, anzi, quasi documenta in bianco e nero, un particolare periodo della vita di un pugile finlandese degli anni sessanta, Olli Maki. Olli ha la possibilità di vincere il titolo di campione del mondo dei pesi piuma, ma ha anche nel contempo la fortuna di innamorasi della donna della sua vita, Raija.

Terminata la cerimonia di assegnazione dei premi della sezione Un Certain Regard il Festival di Cannes si ferma letteralmente per quasi ventiquattro ore, in un silenzio sospeso nell’attesa della vera tempesta cinematografica finale.

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Vania Amitrano