Il Festival di Cannes 2016, il suo tappeto rosso e le nuvole grigie

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La Kermesse cinematografica più glamour d’Europa è cominciata mercoledì scorso sotto un cielo plumbeo; freddo, vento, pioggia e qualche modesto raggio di sole da tre giorni a questa parte danno l’idea di essere in qualunque città fuorché a Cannes in primavera. Con aria un po’ mesta e tanta confusione nelle borse e nella testa, i partecipanti a questa 69° edizione del Festival si mettono ogni giorno in coda, armati di grande pazienza, per ritirare i propri accrediti e per assistere alle proiezioni. Paesi diversi, lingue diverse e tanti, tanti badge colorati per accedere ai vari eventi.

Gialli, bianchi, rosa, blu, nero, il colore di ogni tesserino dà diritto ad un diverso tipo di accesso alle sale e in questo caso le distinzioni di classe si avvertono in modo netto. Una lieve pioggia, un forte vento o il sole che picchia un po’ non ferma stampa, critici, studenti, professionisti dell’industria cinematografica o semplici appassionati di cinema che ad ogni ora infoltiscono lunghe, lunghissime code per accedere alle proiezioni.

Dall’altro lato invece gli ospiti più illustri del mondo del cinema, i vari membri della giuria, attori e registi hanno cominciato le loro eleganti passeggiate serali sul red carpet di fronte al Grand Theatre Lumière, in un abbigliamento, specie quello femminile, del tutto sprezzante delle temperature fuori stagione.

George Miller, regista di Mad Max in ogni sua versione, passata e recente, è il presidente della giuria. Nella conferenza stampa di apertura ha detto di non veder l’ora di trascorrere del tempo in appassionanti conversazioni sui film in concorso con i suoi compagni d’avventura. Con lui ci sono il suo collega ungherese, Laszlo Nemes, direttore di un film che sconvolge e cattura in modo innovativo, Il figlio di Saul, la nostra Valeria Golino, Kirsten Dunst, il canadese Donald Sutherland, il regista e sceneggiatore francese Arnaud Desplechin, l’attore danese Mads Mikkelsen, l’attrice francese Vannessa Paradis e una produttrice iraniana, Katayoon Shahabi, col capo coperto da un elegante e discreto hijab.

Per una ragione o per l’altra ciascuno di loro ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento dai più famosi eventi sul cinema, da Cannes a Venezia, agli Accademy. Ora che si trovano dall’altro lato della competizione, come tutti i giudici, confessano il loro imbarazzo nel dover assegnare premi e scegliere vincitori e vinti tra i propri colleghi.

Il vero fermento al Festival di Cannes 2016 è cominciato durante la serata d’apertura con l’arrivo del primo attesissimo ospite, ormai un habitué della Croisette, Woody Allen, che con il suo ultimo lavoro, Cafè Society, ha aperto questa edizione del Festival di Cannes.

Il film è fuori concorso ma il red carpet di un’icona del cinema come Allen, accompagnato dalla bella Kristen Stewarts e dagli altri attori protagonisti del film, Jesse Eisenberg, Blake Lively e Corey Stoll ha gettato il Palais des Festivals de Cannes letteralmente nel panico. Tuttavia il cielo in questa come nei successivi red carpet ha deciso di graziare il Festival concedendo un po’ di sole proprio nel momento più mondano della manifestazione.

Ogni sera la fitta folla assiepata ai lati del tappeto rosso e il dispiegamento di meticolose misure di sicurezza, non sempre del tutto chiare, genera sulla Croisette il caos più completo. Dalle sei del pomeriggio l’area intorno al Grand Théâtre Lumière si blocca, con buona pace degli astanti, che, interessati o meno, si rassegnano a restare più o meno sbarrati in questa zona per almeno una buona ora.

Per fortuna un grande schermo al lato dell’ingresso del teatro proietta ogni sera in diretta le immagini dei vip che fanno la loro celebre e attesa passeggiata per assistere alle première. Ieri hanno fatto il loro ingresso la bellezza e l’eleganza di Julia Roberts, che indossava uno splendido abito nero, e il fascino di George Clooney. I due sono giunti a Cannes per presentare l’ultimo eccentrico e coinvolgente film diretto da Jodie Foster, Money Monster, primo ad essere proiettato tra quelli fuori concorso, ma già da ieri disponibile nelle sale italiane.

I protagonisti di ogni giornata dei film scelti per la selezione ufficiale del Festival passano un po’ tutti ma solo i più noti al grande pubblico hanno diritto ad arrivare in auto fino all’inizio del red carpet. Agli altri, i meno famosi, anche se non per questo meno talentuosi, prima di poter accedere al mitico tappeto spetta una lunga camminata sulla Croisette, tacchi vertiginosi e abiti con strascico permettendo.

Al terzo giorno è il cinema francese che fa finalmente il suo glorioso ingresso ufficiale con un film in concorso, Ma Loute di Bruno Dumont. Grottesco, surreale e sconcertante, Ma Loute potrebbe ricordare, per certi colori e atmosfere, Gita al faro di Virginia Woolf in salsa francese e versione folle e caricaturale. Il cast dà prova di eccezionale talento e il pubblico in sala e sul red carpet lo acclama. Sono Fabrice Luchini, già vincitore al Festival di Venezia per La corte, Juliette Binoche e Valeria Bruni Tedeschi.

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Vania Amitrano

Vania Amitrano

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Laureata in Lettere, amante dell’arte, dello spettacolo e delle scienze umane. Ha insegnato nella scuola pubblica e privata; da anni scrive ed esplora con passione le sconfinate possibilità della comunicazione nel web.