IL LIBRO DELLA GIUNGLA – NIENTE CLASSICI PER FAVORE

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Scheda tecnica

Votazione
8/10
Contenuti
8/10
Sceneggiatura
7/10
Giudizio tecnico
9/10
Musiche
7/10

A quasi cinquant’anni dall’uscita del film animato, la Disney riporta sul grande schermo la celebre storia ispirata ai racconti di Rudyard Kipling, Il libro della giungla. Ma perché una grande casa di produzione come la Disney Pictures ha voluto proporre il remake di un film animato più che noto e visto da ormai quasi tre generazioni?

Questa nuova versione de Il libro della giungla in realtà non è propriamente rivolta ai più piccini, non è un cartone animato e non ripropone fedelmente l’originale film del 1967.

Il libro della giungla diretto da Jon Favreau è tutto un’innovazione. Si tratta di un live action, cioè una pellicola girata con attori in carne e ossa, ma del tutto particolare. Infatti in questo caso l’attore in questione è uno solo, il giovane Mowgli (Neel Sethi), che recita al fianco di animali che sembrano più che veri, ma in realtà sono riproduzioni digitali realizzate in motion capture, ovvero la stessa tecnica con cui sono stati costruiti i personaggi di Avatar e de Il Signore degli anelli.

Ecco in sintesi come si realizza il film: il giovane interprete di Mowgli recita interagendo con altri attori, che impersonano gli animali della giungla e indossano delle tute ricoperte da marcatori del movimento che rimandano l’immagine al computer; i personaggi degli animali vengono quindi costruiti e animati in forma digitale sulla base dei movimenti catturati dall’attore reale. Tutto è ambientato nella scenografica cornice di una foresta realizzata attraverso il rendering della computer grafica.

Il risultato è indubbiamente realistico, suggestivo e stupefacente, soprattutto se gustato in 3D. A ciò va aggiunto un tocco originale e un po’ dark, perfettamente in sintonia con le attuali tendenze dei racconti cinematografici non proprio per bambini degli ultimi anni, basti pensare al recente sequel del film su Biancaneve, Il cacciatore e la regina di ghiaccio.

Questa versione de Il libro della giungla infatti è una sintesi tra la storia, colorata e divertente, del film animato e l’originale racconto di Kipling, con i suoi toni un po’ forti e cupi. La giungla diventa così un ambiente quasi surreale, affascinante e pericoloso, e i personaggi possono incarnare sentimenti dalle sfumature più drammatiche e intense. La storia trasmette in modo vivido l’odio e il risentimento nutriti dalla tigre Shere Khan verso l’uomo, l’amore tenero, protettivo e materno della lupa Rasha nei confronti del suo cucciolo d’uomo e l’affetto semplice, genuino e inaspettato dell’orso Baloo verso Mowgli.

Le voci dei doppiatori, tanto nella versione americana quanto in quella italiana, appartengono tutte a grandi nomi dello spettacolo e aggiungono spessore e carattere ai personaggi degli animali già ben rappresentati. Bill Murray e Neri Marcorè sono lo scanzonato orso Baloo; Ben Kingsley e Toni Servillo danno voce alla saggia pantera Bagheera; Scarlett Johansson e Giovanna Mezzogiorno seducono nei panni del serpente Kaa.

Il nuovo libro della giungla si presenta insomma come una vera esperienza sensoriale che non lesina scene impressionanti sia per la spettacolarità e l’accuratezza delle immagini, sia per il contenuto un po’ forte che rischia però di spaventare il pubblico dei più piccoli. Anche per questa ragione l’omaggio reso nel film alla versione animata del ’67 attraverso i due famosi motivi, “Lo stretto indispensabile” cantato Baloo e “Io voglio esser come te” cantato dall’enorme scimpanzé Re Louie, tutto sommato stona un po’ e appare quasi una forzatura rispetto all’atmosfera generale della storia.

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About the Author
Vania Amitrano

Vania Amitrano

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Laureata in Lettere, amante dell’arte, dello spettacolo e delle scienze umane. Ha insegnato nella scuola pubblica e privata; da anni scrive ed esplora con passione le sconfinate possibilità della comunicazione nel web.