LEGEND – 25 MILIONI DI ERRORI

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Scheda Tecnica

Votazione
6/10
Contenuti
6,5/10
Sceneggiatura
4/10
Giudizio Tecnico
7,5/10
Musiche
6,5/10

Dopo il ruolo da protagonista in Mad Max: Fury Road e la candidatura all’oscar per The Revenant, continua l’anno aureo di Tom Hardy.

Questa volta l’attore britannico raddoppia interpretando entrambi i gemelli Kray, gangsters dell’East End di Londra negli anni 60, nel film Legend di Brian Helgeland,.

Reginald Kray è il capo carismatico della gang, ammaliante e abile nel gestire gli affari, vittima però dell’amore incondizionato verso suo fratello gemello. Ronald Kray soffre di schizofrenia paranoide, è violento ed imprevedibile, mette più volte nei guai “l’azienda di famiglia” e viene rispettato solamente in quanto luce riflessa di Reggie.

Per quanto l’alchimia tra i due gemelli possa sembrare bizzarra, e per quanto grottesche siano le loro vicissitudini, il film è tratto da una storia vera, i Kray hanno davvero impazzato e spadroneggiato nella Swinging London.

È così che viene definita la Londra che negli anni 60 divenne la capitale della moda, dell’arte e della musica, grazie ad una vera e propria rivoluzione culturale giovanile.

Questo fenomeno travolgente non viene in nessun modo fatto presente nel film: se non fosse per la pregevole fattura dei costumi e per un timidissimo riferimento ai mondiali di calcio del 1966 (che si svolsero per l’appunto in Inghilterra), lo spettatore non avrebbe assolutamente nessun elemento per riconoscere il contesto storico del film.

Magari non parliamo né del Romanticismo di Lord Byron né delle grandi pieces di Shakespeare o Kit Marlow, ma sicuramente la Londra Dondolante meritava più considerazione. Nessun accenno ai Beatles, ai Rolling Stones o alla Pop Art, che contribuirono a quello che è stato probabilmente il periodo più florido della cultura inglese del 900.

In questo senso di ben altra caratura è il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni, che ci presenta una fotografia estremamente nitida e definita del periodo sopraccitato.

Tornando alla narrazione, i personaggi di maggior rilievo dopo i Kray sono Frances Shea e Leonard “Nipper” Read.

Frances è la fidanzata di Reggie, nonché la narratrice della storia. Ella assume le caratteristiche del grillo parlante, cerca in ogni modo di far prevalere la parte benevola del suo uomo, ma il non riuscire in questa impresa la porterà alla disperazione.

Leonard Read ci viene invece presentato come la nemesi storica dei gemelli, in via metaforica dovrebbe stare ai Kray come Zenigata sta a Lupin III.

Questi si presenta come l’ennesimo fallimento dell’opera di Helgeland, dal momento che il personaggio non viene mai caratterizzato. Salvo la presentazione iniziale infatti, Nipper viene introdotto nel film solo nella seconda parte del film, ma mai in maniera significativa, dando vita ad un “antagonista”(in senso narrativo, dato che questi rappresenta la legge) sciapo e difettoso.

A fargli compagnia nell’archivio personaggi sbagliati è Ronald Kray. Il gemello pazzo-paranoico sembra dare al plot una componente quasi comica, o meglio tragicomica, ma in modo goffo e mal riuscito. I dialoghi in tutta la sceneggiatura sono macchinosi e assolutamente insufficienti, non aiutati dalla maniera disarmante in cui è doppiato Ronnie(in lingua originale il risultato non cambia, potremmo quindi attribuire questo fallimento a Tom Hardy stesso).

Il film prova senza successo a farci ridere con delle gags poco probabili, mentre ci riesce più efficacemente quanto tenta di assumere contrariamente i tratti del gangster movie o del thriller che chiede di essere.

Nonostante narri fatti realmente accaduti, nonostante ci sia poco o nulla da inventare la pellicola trova difficoltà anche nel tenere insieme la storia, causa una sceneggiatura sfilacciata e soporifera.

I 25 milioni di dollari di budget sono stati sicuramente ben spesi per quanto riguarda la parte tecnica, ma come affermò il totem Kurosawa, non c’è film che possa funzionare senza storia. In realtà qui la storia c’è, la manchevolezza sta nel fatto che è raccontata male.

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Adriano Carà

Adriano Carà

Cerco di destreggiarmi come meglio posso tra Cinema, Calcio, Musica e Politica. Ah sì ci sarebbe il lavoro, ma sono ancora piccolo!