CHE IL DENARO SIA CON TE

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In questo articolo non parleremo di cinema, o meglio non di quello che solitamente si vede proiettato sui grandi schermi.Oggi è uscito l’attesissimo Star Wars VII e noi cercheremo di capire quanto vale l’universo delle “guerre stellari” in fruscianti bigliettoni verdi .

Iniziamo col dire che nella classifica dei film col più alto guadagno di sempre, il primo episodio dell’esalogia, quello datato 1977, attualmente ricopre la sesta posizione, con un incasso pari a 798 milioni di dollari. Risultato che fu straordinario per l’epoca e che rimase infatti in vetta per ben 16 anni consecutivi, fino a che un tal Steven Spilberg, nel 1993, decise di girare un “filmettino” dal titolo: jurassic park. Il prossimo episodio invece, nella peggiore delle ipotesi, incasserà un minimo di 2, 2 miliardi di dollari (di cui 600milioni solo nel primo week end) conquistando così la seconda posizione in classifica, poco sotto Avatar, detentore del primato con un incasso di 2miliardi e 800 milioni.

Per quanto concerne il futuro comunque possiamo parlare di stime, sul passato invece abbiamo dei dati decisamente più certi ma non per questo scontati. In 38 anni, il complesso mondo di “guerre stellari” ha fatturato ben 27 miliardi di dollari, tanto quanto una legge di stabilità per intenderci, e la cosa più bella è che solo 4,5 provengono dal film. Eh si, perché intorno a Star Wars ruotano delle vere e proprie galassie fatte di merchandising, gadget, videogiochi (ad oggi più di 330),diritti d’autore e prodotti di ogni genere e natura.

E sul merchandising c’è un aneddoto che vale decisamente la pena raccontare. Nel 1956 arrivò a casa Lucas il primo televisore e il piccolo George si appassionò in breve tempo ad una serie Disney (e qui il cerchio si chiude alla grande) dal titolo “David Crockett” che rappresenterà per la sua storia ben più di una case History dagli anni ’50. Il protagonista della TV era caratterizzato da un berretto di pelliccia che, proprio dopo la messa in onda, divenne un oggetto di culto in tutti gli states. La Disney però era sfornita di un vero reparto marketing e probabilmente non immaginava neppure le potenzialità del merchandising. Piccoli venditori abusivi (e ovviamente non poprietari del marchio) colsero la palla al balzo e, solo nel primo anno, crearono un mercato da oltre 300 milioni di dollari.  Quest’episodio Lucas non l’ha mai scordato tanto che quando 22 anni dopo andò a firmare il contratto con la 20th Century Fox, peraltro a riprese quasi ultimate, chiese che gli venisse dato meno di quanto pattuito a patto che gli fosse lasciato altro in cambio. La casa di produzione si fece ingolosire dall’idea di poter abbassare la retribuzione del regista e così diede a George quasi la metà di quanto avrebbe dovuto ma gli lasciò il 60% dei diritti sui sequel e il 100% su quelli del merchandising.

La storia e soprattutto i numeri hanno dimostrato che cinema e affari sono due cose che George è in grado di fare e che un buon reparto marketing conviene sempre averlo a portata di mano.

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Angelo Astrei

Angelo Astrei

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Classe '90 - innamorato di mia moglie, della mia famiglia e della lazio - lavoro nel FFF da quando ho 17 anni tanto che siamo cresciuti insieme contribuendo l'uno alla maturazione dell'altro. Ho tante debolezze ma non so resistere ai bei progetti che sembrano impossibili. Gran manager, musicista, esperto di cinema e atleta... no, non sono niente di tutto questo ma va bene così.