PADRI E FIGLIE: GENIALE RIVELAZIONE DELL’AUTO-SABOTAGGIO

copertina

Quante cose da dire, è un peccato non poter parlare chiaramente citando le scene per timore di anticipare a chi non lo ha ancora visto… comunque è un film da non perdere, possibilmente in lingua originale, assolutamente NON per bambini.

Molto intensa la musica di Paolo Buonvino che come sempre riesce a essere coinvolgente e discreto, in un elegante unicum con le immagini.

Sconvolgente il messaggio centrale che non ho visto peraltro mai colto da recensioni sparse qui e lì.

Già il plurale nel titolo (anche in inglese) fa capire che non si tratta del rapporto tra padre e figlia, ma di qualcosa di più vasto che coinvolge l’intera umanità dei padri. E quella delle figlie. E quella di noi tutti.

Si tratta infatti di rapporti intensi che una volta avremmo definito “edipici”, relazioni cioè che implicano un difficile equilibrio tra due esigenze fondamentali e profondamente umane: quella di amare e quella di rispettare l’etica dell’impegno.

E’ proprio lì che si gioca la scena centrale del film, quella in cui si svela come l’autosabotaggio che la protagonista compie verso la sua più profonda esigenza di amare (amare veramente, con tutta se stessa, corpo, mente, cuore e anima, sabotaggio che si realizza con l’esplosione di un amore solo fisico, usa e getta, da “una notte e via”) derivi da una promessa sussurrata a chi non c’era più, promessa infrangibile per un cuore rimasto sempre di bambina innocente.

Non bastava infatti la spiegazione banale: ninfomania per paura di essere abbandonata. Era molto di più, di molto più profondo. Si trattava dell’impegno ad amare rispettando una promessa di non farlo mai più, un terribile doppio legame stretto per dolore, per desolazione, come sommo dono totale di amore.

E’ un tema incredibile, illuminante, che mi sono stupita di non vedere raccolto, sfuggito forse a chi non ha esperienza della lotta tremenda contro se stessi, guerra titanica, e in qualche modo umanamente satanica, che spinge a frantumare la gioia nel momento in cui l’abbiamo più vicina. Frantumazione che spesso si compie facendo esplodere la realizzazione di un istinto che è solo la parte più piccola -quella spaventosa- di un tutto. Un istinto che porta con sé senso di colpa e di disistima che ci impedirà poi di accedere al tutto di cui abbiamo bisogno come persone.

E tu, e io, quanta felicità siamo disposti a permetterci?


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Antonella Bevere

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Catapultata nel mondo del cinema dal fato, lo sceneggiatore ha ben pensato di lasciarmi sentire sempre un po' fuori luogo. Tra i colleghi medici sono 'quella dei film', in ambienti 'festivalieri' sono l'omeopata e l'agopuntore. Ma non importa perché in fondo cinema e medicina non sono poi così diversi. Un bel film può aiutarti a guarire.