Il Costo Di Una Scelta Sbagliata: Star Wars-La Vendetta Dei Sith


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Star Wars, che abbraccia quasi trent’anni di storia del cinema, è probabilmente la saga cinematografica per antonomasia. Divisa temporalmente in due trilogie, queste si invertono sul piano temporale diegetico: la prima trilogia, uscita tra il 1977 e 1983, si situa sulla linea temporale del racconto posteriormente alla seconda, uscita tra il 1999 e il 2005. Detto in altri termini, gli ultimi tre film fungono da prequel ai primi tre. In questo contesto così particolare, Star Wars-La Vendetta dei Sith, ultimo film comparso nelle sale cinematografiche ma in realtà terzo film a livello di trama, rappresenta un fenomeno del tutto particolare nel mondo del cinema.

Dovendo assolvere al doppio compito di concludere la seconda trilogia e gettare un ponte ideale di collegamento alla prima, il film vive una singolare condizione: tutti coloro che hanno visto i primi film conoscono l’esito della storia e sanno che dovrà essere inevitabilmente tragico; Anakin Skywalker si trasformerà in Darth Vader, Padmé Amidala morirà e i loro figli Luke e Leila verranno separati alla nascita.
L’evento dunque è noto, ciò che deve essere reso in questo film sono le modalità e le motivazioni con le quali vi si arriva: La metamorfosi di Anakin e la sua rinascita sotto altre spoglie sono gli avvenimenti fondamentali attorno ai quali ruota non solo il film specifico, ma tutta la struttura della serie. La Vendetta dei Sith non rappresenta dunque semplicemente il sesto capitolo della serie, ma il climax a cui tutto tende e da cui tutto è partito.

Non a caso è fondamentale la contrapposizione tra questo film e Star Wars- Una Nuova Speranza, primo film della serie uscito nel 1977 e quarto capitolo nella linea temporale. Tutta la trama di Star Wars nasce infatti dalla speranza riposta in Luke, figlio di Anakin/Darth Vader, di rovesciare l’Impero Galattico controllato dai signori del lato oscuro, i Sith.
Tale speranza però, passa inevitabilmente per la caduta di un’altra aspettativa
: anni prima infatti (i fan lo scopriranno però 30 anni dopo) lo stesso Anakin Skywalker era ritenuto il bambino della profezia, colui che sarebbe stato in grado di sconfiggere i Sith. Non solo ciò non avvenne, ma la sua decisione di abbracciare il lato oscuro, e la conseguente trasformazione in Darth Vader, permise proprio la creazione dell’Impero Galattico, quello stesso impero che il Figlio avrebbe poi dovuto rovesciare. Tutto ciò a dimostrazione della vitale importanza di Anakin Skywalker, vero protagonista di tutta la serie ed elemento cardine della narrazione.


Conte Dooku ad Anakin: “Avverto grande… paura in te, Skywalker. Sei pieno d’odio… pieno di rabbia. Ma ti reprimi.”


Dopo la celebre didascalia di sbieco, in La Vendetta dei Sith veniamo catapultati in medias res nella narrazione: Anakin e Obi-Wan Kenobi devono fermare il Conte Dooku che ha rapito il Cancelliere Palpatine. Il giovane Jedi si trova già di fronte ad una dura scelta: uccidere o meno Dooku.

Convinto dal Cancelliere, il nostro protagonista compie il primo passo verso il lato oscuro: accecato dalla rabbia e dal senso di vendetta, decide di non reprimerle più e di darne sfogo. Fin da subito dunque, capiamo che il film metterà in scena l’eterna lotta tra il Bene e il Male e la scelta di un uomo su quale dei due poli abbracciare.

L’intensa relazione istaurata con il Cancelliere, che prenderà sempre più le sembianze di un rapporto filiale, porterà Anakin a dubitare sempre più di se stesso e soprattutto dei Jedi e del loro concetto di giustizia, i quali iniziano a sospettare di Palpatine e chiedono allo Skywalker di spiarlo.
Parallelamente a ciò, Anakin vive un altro dramma: la felicità per la notizia della dolce attesa della moglie, Padmé Amidala, si tramuta presto in atroce paura. Sono sempre più frequenti infatti i sogni in cui Padmè muore a causa del parto. Dubbio e paura iniziano a corrodere l’anima di Anakin insieme al ricordo dell’assassinio di Dooku e alla strana sensazione provata in quell’occasione: uccidere un così forte Signore dei Sith ha portato lo Jedi  ad una maggior consapevolezza del proprio potere e, contemporaneamente, ad una sempre maggior brama di esso.

La linea che separa il Bene e il Male si fa sempre più sottile per Anakin Skywalker e ora Palpatine, che nel frattempo scopriamo essere l’Oscuro Signore dei Sith Darth Sidious, ha abbastanza materiale per poter plagiare la sua anima: facendogli credere che i Sith abbiano la capacità di prevenire la morte, trova il punto su cui far leva nell’animo del giovane Jedi.

Anakin si lascia sedurre dal Lato Oscuro della Forza che sembra essere in grado di avere risposte convincenti a tutti i suoi problemi o dubbi: azzerare la paura della solitudine appagando il suo bisogno d’amore; soddisfare la sete di potere; garantire la vera giustizia e la pace per l’intera galassia.

Dopo un lungo percorso di crescita con gli Jedi e un viaggio introspettivo di conoscenza di sé, la scelta di Anakin Skywalker è compiuta: non cede impulsivamente a false promesse, ma coscientemente decide di abbracciare l’oscurità, trasformandosi nel potente Signore dei Sith Darth Vader.

 

Scelta che tuttavia porta i risultati opposti a quelli sperati: per troppo amore ha ucciso i suoi amici e i suoi maestri; per evitare un dolore insostenibile ne ha causato uno ancora maggiore; per salvare la galassia l’ha condannata all’oblio; per salvaguardare la democrazia ha permesso la nascita della dittatura.

Padmé Amidala: “È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi”

 Anakin Skywolker finisce vittima dei propri sogni e delle proprie ambizioni: la speranza che in lui si riponeva viene bruciata dalle passioni umane e dall’incapacità di controllarle.

Amara metafora dell’uomo contemporaneo, Darth Vader annienta se stesso e il mondo circostante a causa delle proprie scelte.

Adesso, può fare i conti solo con la sua sete di potere e con il prezzo che essa richiede: solitudine, distruzione, ossessione.

 Il finale del film e la chiusura della seconda trilogia scorre circolarmente nella prima: Anakin Skywalker, e con lui anche lo spettatore, viene imprigionato definitivamente nella maschera del male di Darth Vader; il suo primo respiro artificiale, udito in un inquietante silenzio, risuona nella sua anima fredda e vuota e nei cuori di tutti i suoi fan.


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Gianluca Badii

Gianluca Badii

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Studente di cinema alla Sapienza di Roma e giornalista (se così si può dire) cinematografico; da quest'anno faccio parte dello staff del FFF. Fin da quando mio padre mi fece vedere "C'era una volta in America" a 8 anni, la settima arte è per me una ragione di vita. Da sempre l'uomo dell'ultimo minuto, ma sono convinto che ciò che importa è il contenuto, non la forma.


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