La Via Oscura del vivere

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TUTTI I NOSTRI ARTICOLI APPROFONDISCONO IL ‘LATO OSCURO’ DELL’UOMO IN FILM, SERIE TV E LETTERATURA. THE DARK SIDE SARA’ ANCHE IL TEMA DELLA PROSSIMA EDIZIONE DEL FIUGGI FILM FESTIVAL.

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“Meglio dieci tombe che una culla”.

Ma Jan, scrittore outcast in Cina ma molto letto all’estero, avverte: venire al mondo è un po’ percorrere la Via Oscura.
Vorremmo che il suo racconto fosse una descrizione apocalittica di un mondo distopico, dalla quale difenderci pensando “è solo fantasia”.
Invece è romanzo-documentario su una realtà diversa dalla nostra e per certi versi speculare. Inorridiamo, ma qualcosa ci dice che da quella oscurità non siamo così lontani:
“Meglio dieci tombe che una culla”.
Un insegnante, discendente diretto di Confucio, nel semplice orgoglio di chi è ricco “solo” delle sue radici, privato di esse perde anche la sua umanità arrivando a vendere la figlia neonata.
Lui e la moglie ventenne fuggono in continuazione dal pericolo incombente e onnipresente rappresentato dai funzionari della pianificazione familiare e amplificato dalla delazione retribuita, abietto ricatto che mette poveri contro poveri.



Confucio ha detto che delle tre manchevolezze del dovere filiale, quella di non lasciare eredi maschi è la peggiore. E adesso, duemila anni più tardi, a me, che sono il suo sessantaseiesimo discendente, viene proibito di compiere il sacro dovere di mettere al mondo la sessantasettesima generazione della sua discendenza”

Hanno già una bambina di due anni e non riescono a celare la nuova gravidanza: sarà finalmente un maschio?
Potranno riconoscerlo anche a prezzo di una multa troppo salata per loro?

 “Di questi tempi bisogna pagare al governo novemila yuan per nascere e duemila per morire. (…) Le porte dell’inferno non sono chissà dove sotto di noi. Sono qui, su questa terra”.

“Se una femmina di panda resta incinta ci sono celebrazioni in tutta la nazione. Se succede ad una donna, viene trattata come un criminale. Che razza di paese è mai questo?”

Fuggono sulle acque putride del Fiume Giallo, aorta della Cina, fiume una volta datore di vita, ora trasformato in cloaca parassitata da poveri, che su chiatte, meno controllate dai funzionari rispetto alle case sulla terra ferma, cercano di sopravvivere in una nuova parvenza di comunità.

Tredici milioni di aborti forzati l’anno in Cina, trentacinquemila al giorno. All’ottavo mese di gravidanza, con iniezioni direttamente attraverso l’addome nella testa del bambino su donne catturate e legate, con estrazione forzata del feto, con strangolamento successivo se mostra ancora segni di vita: così gli uccidono il figlio maschio tanto atteso, e lui riesce a rubarne il cadaverino che altrimenti avrebbe galleggiato tra i rifiuti, insieme ad altri feti, cadaveri di suicidi, carcasse di animali, rifiuti da recuperare e bollire per poi vendere all’industria per prodotti alimentari contraffatti, sostanze tossiche, melma…

 Se non si rispetta l’uomo tutto è possibile.

Il problema non è che in Cina si mangi carne di cane …

 “I ristoranti fanno bollire un feto abortito per sei ore in un brodo insaporito con ginseng e angelica. Si dice che la zuppa di feto aumenti la forza maschile e accresca la capacità di prodezze sessuali. Non mi credi? Te lo assicuro, oggigiorno è una squisitezza molto apprezzata”

La politica di pianificazione delle nascite in nome della prosperità del paese. Dove il Bene comune viene avulso dal riconoscimento dei principi non negoziabili, all’uomo non è più consentito essere giusto.

 “Lei a diciassette anni, quando lo aveva conosciuto, credeva che il matrimonio fosse per sempre, che il governo proteggesse e avesse cura della popolazione, e che i mariti proteggessero e avessero cura delle mogli. Appena sposata, le sue ingenue convinzioni avevano subito una scossa. Aveva scoperto che le donne non sono padrone del proprio corpo: utero e genitali sono campi di battaglia di cui i mariti e lo stato si contendono il controllo; territori che i coniugi invadono per ricavarne piacere sessuale e per generare figli maschi, e che lo stato controlla, monitora e raschia per affermare il suo potere e infondere una dilagante paura. Tutte queste intrusioni nelle parti più intime le hanno fatto perdere il senso di sé: E’ sicura soltanto di essere una moglie legittima e una madre illegittima.”

Quando la sessualità, essenza stessa del nostro essere e del nostro comunicare, viene privata del suo ruolo unitivo totalizzante che rende l’uomo “sicut Deus”, tanto da poter trasmettere la vita, non rimane che il tentativo ripetuto di ingravidare per perpetuare la famiglia o, ancor meno, il mero sfogo di istinti animali che cercano in un crescendo di perversione ciò che non riescono tuttavia a raggiungere.
Per l’uomo infatti, per ogni uomo, non è sufficiente eiaculare: in forme diverse cerca comunque di raggiungere quell’estasi appena intravista che solo l’incontro di due esseri nella loro totalità e complementarietà può dare.

 “I fuochi che divampano in estate non possono annientare l’erba
perché in primavera i dolci venti la riportano in vita
”.

Ma l’essere umano è più complesso e quindi più fragile dell’erba. Non sempre il tempo cura tutto. Non sempre è sufficiente fuggire per continuare a vivere: “barcamenarsi” vittime della disumanizzazione e carnefici per miseria.
E’ povero chi non ha beni materiali, ma è misero chi è privato delle sue radici, chi non ha un Padre nel quale riconoscere la casa da cui viene e la fraternità dell’altro.

Siamo così convinti di essere lontani da questa oscurità? Siamo così sicuri di poter stare tranquilli?

MEDIAPARTNER

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Antonella Bevere

Antonella Bevere

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Catapultata nel mondo del cinema dal fato, lo sceneggiatore ha ben pensato di lasciarmi sentire sempre un po' fuori luogo. Tra i colleghi medici sono 'quella dei film', in ambienti 'festivalieri' sono l'omeopata e l'agopuntore. Ma non importa perché in fondo cinema e medicina non sono poi così diversi. Un bel film può aiutarti a guarire.


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