Batman – il cavaliere oscuro: le due facce della stessa moneta

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La figura del supereroe nei film e in letteratura offre la possibilità di dar vita ai sogni, di realizzare entrambe le possibilità nel dualismo tra ciò che è e ciò che appare, passando dall’uno all’altro livello con la rapidità con cui si indossa una maschera.

Ne “il cavaliere oscuro”, primo sequel di Batman Begins di Nolan (leggi l’articolo dedicato a Christopher Nolan cliccando qui), il giovane procuratore distrettuale Harvey Dent, inizialmente paladino della giustizia, compare con il soprannome “due facce”, forse proprio a mostrare l’inevitabile coabitazione di bene e male.

 La necessità di scegliere e l’ inevitabile assunzione del costo della scelta compiuta è tuttavia simboleggiata soprattutto dalle due facce della stessa moneta che Harvey porta con sé: testa o croce per lasciar decidere alla sorte nei bivi della vita. La scelta non è però casuale: la moneta, nuova fiammante come gli ideali giovanili, ha due “teste”.
“Non mi affido alla fortuna, me la creo” (Harvey Dent)
La decisione, apparentemente fortuita, è stata in realtà già compiuta scegliendo sempre e comunque il bene. Sempre, fino a che il dolore per l’uccisione della donna amata spinge Harvey al desiderio di vendetta.
Ma alla necessità di scegliere approdano prima o poi tutti i personaggi: tutti tranne Joker, rappresentazione della scanzonata follia del male puro, (why so serious?),  jolly imprevedibile ma capace di prevedere ogni mossa, senza piani ma in grado di percepire e stravolgere a suo vantaggio i piani altrui, convinto che il  bene non esista e che la coscienza abbia solo bisogno di una spinta per cadere nel campo gravitazionale del male.

Bene e male, Batman e Joker si inseguono senza fine ma non possono fare a meno l’uno dell’altro: “Senza di me non sapresti più che fare. E io senza di te non mi divertirei più” (The Joker)

Joker fallisce quando, dopo aver condotto due battelli, uno con inermi cittadini l’altro con pregiudicati criminali, in condizioni di prigionia, lega la salvezza di ciascuno alla possibilità di usare un detonatore per distruggere l’altro. Pur in condizione di dramma imminente entrambi i battelli accettano di correre il rischio di essere fatti saltare in aria, nessuno decreta la morte dell’altro e così facendo si salvano entrambi.
Joker invece apparentemente vince quando riesce a far cedere Harvey al desiderio di vendetta per la morte di Rachel, a fargli perdere la speranza di poter essere uomo di valore in un mondo senza valori. Harvey si arrende: “l’unica morale in un mondo spietato è il caso … imparziale, senza pregiudizi … equo.” e lascia nuovamente decidere alla moneta. Ora però le due facce non sono più affidate alla luce del cuore, al bene conosciuto: una infatti, come del resto la metà del volto di Harvey, è stata bruciata nella esplosione in cui è morta la ragazza perdendo lo splendore originario.
Ora che ha ceduto al male sembra essere offerta possibilità di scelta: testa o croce, luce o ombra. Se il male ricopre il cinquanta per cento delle possibilità il combattimento sembra alla pari, in realtà manca quel desiderio di bene indispensabile per mantenere in vita la vera libertà.
Batman deve quindi diventare l’eroe di cui si ha bisogno, assumendosi le colpe, mentendo, fungendo da capro espiatorio affinché Harvey rimanga un mito. Perché talvolta la verità non basta: le persone meritano di più, meritano che la loro fiducia sia ricompensata.
Lui può essere l’emarginato, può fare la scelta che nessuno osa affrontare: la scelta giusta” (Alfred)
E Batman, accettando di rappresentare il male, fugge proprio perché gli si dia la caccia, affinché lo si respinga: solo in questo modo -lungi dall’evocare emulazione- può essere il guardiano silenzioso, un attento custode, il Cavaliere Oscuro.


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Antonella Bevere

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Catapultata nel mondo del cinema dal fato, lo sceneggiatore ha ben pensato di lasciarmi sentire sempre un po' fuori luogo. Tra i colleghi medici sono 'quella dei film', in ambienti 'festivalieri' sono l'omeopata e l'agopuntore. Ma non importa perché in fondo cinema e medicina non sono poi così diversi. Un bel film può aiutarti a guarire.


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