Daenerys Targaryen: tra amore e dittatura

definitiva_denerys

Dalla quiete dopo la tempesta al fuoco che consuma anima e corpo… potrebbe essere descritta così la parabola ascendente di Daenerys Targaryen… Ed effettivamente è proprio questa la sua storia, o almeno la prima parte.

La madre dei draghi ha trai suoi tanti appellativi quelli di “Nata dalla tempesta” e “la Non-bruciata”, appellativi dovuti a due momenti che non solo sono fondamentali per la sua vita, ma rappresentano soprattutto due punti di svolta del suo carattere e della sua personalità.

Il primo nome è di facile intuizione: Daenerys nacque nel bel mezzo di una terribile tempesta. Ma questa sua nascita non è importante per l’evento in sé, quanto per il mondo che rappresenta: il mondo della sua infanzia e della sua giovinezza. La giovane Khaleesi vive all’ombra della famiglia e dei suoi fantasmi… primi fra tutti quelli dei genitori: il fantasma della madre, morta per darla alla luce, porta con se un carico insopportabile di sofferenza e di sensi di colpa, mentre quello del padre, Aerys II Targaryen detto il Re Folle, getta la giovane donna in una profonda paura. La paura di aver ereditato la sua follia, la paura di non essere una regina giusta, la paura, in definitiva, di crescere.

Daenerys cresce dunque con questi complessi, annientando la propria autostima, vivendo nella timidezza e nel terrore; si accorge di questo fin da subito il fratello, che non esita a sfruttare queste sue debolezze per il proprio sadismo e per raggiungere i suoi perfidi obbiettivi.

Dany arriva a sopportare il fatto di essere venduta dal fratello come moglie, non riuscendo a far niente per evitarlo. Ma proprio nel momento in cui vede la sua emancipazione sempre più lontana, si iniziano a muovere in lei sentimenti nuovi. Le angherie, i soprusi e le violenze subite dal fratello, aiutano il suo carattere a formarsi, prendendo le distanze dalla persona che era stata fino a quel momento e alla quale non vorrà più somigliare. Decide di assistere all’esecuzione del fratello senza mai distogliere lo sguardo, sancendo il passaggio della sua condizione da passiva ad attiva. Per dar prova di ciò, a se stessa e al suo popolo, durante il funerale del marito si getta tra le fiamme con le uova dei draghi. Quello che agli occhi di tutti sembrava una morte annunciata, risulta essere un nuovo battesimo, la nascita di una donna nuova: forte, sicura di sé, padrona dei propri mezzi e delle proprie capacità.

‘Quello che agli occhi di tutti sembrava una morte annunciata, risulta essere un nuovo battesimo, la nascita di una donna nuova: forte, sicura di se, padrona dei propri mezzi e delle proprie capacità’

Da questo momento in poi, la sua vita sarà all’insegna dell’ambiguità. Lungo il suo cammino Daenerys vede sì la possibilità di liberare le popolazioni schiave, ma soprattutto vede l’occasione di formare un esercito personale per conquistare i Sette Regni.

Tutti i nobili principi da cui è mossa Daenerys sono vissuti sotto lo spettro della doppia natura: pur di liberare gli shiavi ha distrutto città intere, ma la sua non sarà mai solo voglia di riscatto sociale dei più deboli, sarà sempre anche voglia di autoaffermazione come per ricordare, a se stessa e agli altri, che la vecchia Daenerys è morta e quella nuova non ha alcun tipo di scrupoli. Così come conquistare i Sette Regni è sì un modo per riabilitare il nome della sua famiglia, ma allo stesso tempo è un modo per prenderne le distanze e affermare la sua superiorità su tutti i suoi avi.

Tradita dal suo uomo di fiducia Jorah Mormont, colpevole di non averle detto la sua vera identità, la madre dei draghi maschera con l’onore e l’orgoglio la sua più grande paura: non essere in grado di gestire un regno, non essere padrona delle situazioni, tornare ad essere una donna debole.

Daenerys: “Se mi guardo indietro, sarò perduta!”

Tyrion Lannister: “ Daenerys, tuttavia, non è una donzella. È la vedova di un khal dothraki, Madre dei draghi e saccheggiatrice di città…”

A metà strada tra la benefattrice e la dittatrice, tra la ragazza timorosa del passato e la donna autoritaria del futuro, la stessa regina non sembra sapere chi è. Nel momento stesso in cui si libera del fantasma del padre, come un moderno Amleto, Daenerys finisce per somigliargli di più. Ma queste, sono verità che solo il suo cuore sa… questa ambiguità, questa doppia natura, è bene tenerla celata. Il suo primo scopo in fondo lo ha già raggiunto: tutti conoscono ormai la sua pericolosità, tutto il mondo sa che Lei, Daenerys della casa Targaryen, Nata dalla tempesta, la Non-bruciata, è la più temibile pretendente del Trono di Spade…

Tyrion Lannister:“  So che ha trascorso l’infanzia in esilio e in miseria, vivendo di sogni e progetti, correndo da una città all’altra, sempre con la paura, mai al sicuro, senza amici a parte un fratello che, stando al giudizio di tutti, era un mezzo demente… un fratello che vendette ai dothraki la verginità della sorella in cambio della promessa di un esercito. So che da qualche parte sull’erba della grande pianura le sue uova di drago si sono dischiuse, e anche lei. So che è orgogliosa. Perché no? Che altro le rimaneva, se non l’orgoglio? So che è forte. Come poteva essere altrimenti? I dothraki disprezzano la debolezza. Se Daenerys Targaryen fosse stata debole, sarebbe morta insieme a Viserys. So che è feroce. Astapor,. Yunkai e Meereen ne sono prova sufficiente. Ha attraversato il mare Dothraki e il deserto rosso, è sopravvissuta ad assassini, congiure e stregonerie, ha pianto un fratello, un marito e un figlio, ha calpestato le città degli schiavisti e le ha ridotte in polvere sotto i suoi sandali delicati.”



MEDIAPARTNER

Share this Post

About the Author
Gianluca Badii

Gianluca Badii

Facebook

Studente di cinema alla Sapienza di Roma e giornalista (se così si può dire) cinematografico; da quest'anno faccio parte dello staff del FFF. Fin da quando mio padre mi fece vedere "C'era una volta in America" a 8 anni, la settima arte è per me una ragione di vita. Da sempre l'uomo dell'ultimo minuto, ma sono convinto che ciò che importa è il contenuto, non la forma.


INTO THE DARK