Mi presento… sono il “Dark Side”

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Mi hanno chiesto di descrivermi ma non riesco, non mi vedo. Però vi posso parlare dei miei coinquilini.

Incomincio da colui che mi lascia più spazio, quello con cui mi trovo meglio: il Vuoto. Vivo bene con lui. Non è sempre facile riconoscerlo: a volte è fatto di niente. Non si sa  come possa esistere se non c’è. E’ un’assenza , una scelta di vacuo. Altre volte, più spesso, è pienezza apparente, un pieno … di niente. Un pieno di pensieri, di rumori di fondo, di brezze polverose. Un pieno di bonaccia, di tiepida pigrizia. Un pieno di energia non centrata, un fare senza essere, un pieno di regole senza anima, un andare qui e li, un affanno  senza meta. Lui, il Vuoto, mi nutre, e io in qualche modo lo riempio, realizzo la mia libera scelta di espandermi.

Corro un rischio però: mentre cresco occupando tutto lo spazio che mi lascia, inizio a prendere corpo. Materializzandomi rifletto, non volendo, la luce che invece mi distrugge. La superficie di ciò che compio si tinge dei colori delle emozioni, su di essa rimbalzano le note dei pensieri: infine, compresso dalla mia stessa potenza, esplodo. Cresco nel buio con rumore sordo di tuono, ma esplodendo genero lampi di luce.  

Il mio Karma è nel ricominciare a cercare altro vuoto che mi accolga, in cui insinuarmi quale viscida ombra.

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Antonella Bevere

Antonella Bevere

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Catapultata nel mondo del cinema dal fato, lo sceneggiatore ha ben pensato di lasciarmi sentire sempre un po' fuori luogo. Tra i colleghi medici sono 'quella dei film', in ambienti 'festivalieri' sono l'omeopata e l'agopuntore. Ma non importa perché in fondo cinema e medicina non sono poi così diversi. Un bel film può aiutarti a guarire.